Zooantropologia Didattica

La Zooantropologia

Il valore della relazione con l’animale

Fin dai tempi più antichi gli animali sono stati compagni importanti per l’uomo, che al loro fianco ha potuto realizzare obiettivi altrimenti inimmaginabili. Il processo di domesticazione va dunque considerato patrimonio dell’umanità.
Al di là della loro utilità, comunque, gli animali hanno anche un valore che nasce direttamente dalla specificità della relazione che li vede protagonisti. Il cane, per esempio, può essere un utile compagno in svariate situazioni, nel fare la guardia come nel cercare persone scomparse, nello scovare esplosivi come nell’accompagnare un diversamente abile; ma è anche parte di un fondamentale interscambio referenziale. La vita accanto ad un animale è un’esperienza unica, capace di donarci sensazioni esclusive.
Fin dagli anni ’50 sono sorte, in particolare nei Paesi anglosassoni, iniziative che prevedevano l’utilizzo della relazione con il pet ai fini riabilitativi, terapeutici ed educativi. Le prime vere Società Zooantropologiche nascono negli anni ‘70. Questo nuovo impianto teorico e metodologico, la Zooantropologia appunto, mette al centro non il semplice utilizzo della prestazione animale ma le componenti di relazione con esso, ritenendo tale relazione unica ed insostituibile per l’uomo.
 

La Zooantropologia Didattica

Il rapporto con l’animale è importante soprattutto per il bambino, che si avvale dei contenuti della pet-relationship lungo tutto il corso del proprio sviluppo. Dall’inizio degli anni ’80 quindi si inizia a prendere in considerazione non solo l’importanza di educare ad un corretto rapporto con gli animali, ma di utilizzare queste valenze di relazione con l’animale a scopi educativi e didattici. Nasce così la ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA, che si pone come obiettivo la valorizzazione della relazione tra bambino ed animale attraverso progetti specifici che consentano di applicare i contenuti di pet-relationship ai bisogni formativi dei ragazzi.
Molte ricerche, in particolar modo quelle del francese Hubert Montagner, hanno messo in evidenza come l’animale rappresenti per il bambino una sorta di ginnastica mentale, di ricostituente che permette di immagazzinare tutta una serie di modelli cognitivi da applicare poi alla realtà che lo circonda. Attraverso la relazione con l’animale, il bambino si apre a repertori relazionali cognitivi ed emozionali unici.
In una visione zooantropologica l’animale non viene più considerato in base al suo valore di utilizzo o come sostituto di altri referenti, ma come portatore di un valore specifico di relazione, e come tale non surrogabile.
Le esperienze di Zooantropologia Didattica permettono quindi di sfruttare le valenze referenziali dell’animale per:
 migliorare la conoscenza dell’alterità animale, l’interazione, la consapevolezza di relazione;
 migliorare i processi formativi e l’integrazione della classe;
 migliorare la partecipazione dei bambini all’attività didattica e creare un centro di interesse.

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